Infine ci incontrammo
nel silenzio.
Natura immacolata ci congiunse.
Vento scuote ogni ramo
e notte fatale ormai s'appresta.
Risorgi con noi,
Signora della Notte.
Illumini ancora
i nostri cammini.
Su rupi diverse intoniamo ululati,
facendo a gara per il più intenso.
Ancor ci ami e non osi distinguerci,
ne preferirci.
Ancor fummo per te riflesso d'un unico corpo.
Le orme profonde nel terreno,
imperturbabile risplendi.
Divergesti dal mare,
di ciò ne rammento.
Divisa mai fosti,
congiunse limpido riflesso
Ordunque illumini fittizia distinzione,
sicché si possa ritornare...
Common thoughts on common things, which time is shaking, day by day,
like feathers from his wings
martedì 2 aprile 2013
martedì 26 marzo 2013
Macchie d'inchistro
Lacrime notturne
scossero il cielo
e costrinsero la mente a rimembrar
sull'Io vissuto in molti anni.
Chiara fu visione
d'un gran libro che si chiuse a sigillar
un e finanche due capitoli terreni.
La grande piuma riposta
or giace su pergamena,
pronta a riscriver
di quelle follie d'amore
che un tempo riempirono il cuore.
scossero il cielo
e costrinsero la mente a rimembrar
sull'Io vissuto in molti anni.
Chiara fu visione
d'un gran libro che si chiuse a sigillar
un e finanche due capitoli terreni.
La grande piuma riposta
or giace su pergamena,
pronta a riscriver
di quelle follie d'amore
che un tempo riempirono il cuore.
martedì 10 aprile 2012
Dissidio del poeta interiore
Oh Luna,
che dal candor funesto pari,
ivi giungesti
per trapelar chi
al dir non s'accontenta.
Fragile fosti
ad ingannar li cuori,
che impavidi e temerari deposer l'armi,
ancor pria che luce risplendesse.
Ah, se sol pugnal potesse
infierir su tal dissidio,
di chi osa primeggiar.
Eppur l'azion non ti compiace
e ancor continui ad echeggiar
fumi funesti, dannosi più dell'oppio
per confonder le menti
con vano amor
non corrisposto.
lunedì 24 ottobre 2011
L'isola degli amanti
Apparve all'orizzonte,
illuminando quegli occhi,
l'isola purpurea,
che mai avean mirato.
Tempo e il vento agiron,
levigando i profili
or tagliati nella pelle dello zaffiro.
levigando i profili
or tagliati nella pelle dello zaffiro.
Amor fu loro,
albrei notturni accompagnaron il gesto
e il mondo ormai vuoto fermò
e il mondo ormai vuoto fermò
le code stellate.
Amanti di Capri,
così li chiamaron,
poichè lì si persero
erranti.
poichè lì si persero
erranti.
Tra i dolci flutti ritovaron
gli esseri ambiti.
venerdì 19 agosto 2011
Anime
Coricate sulla sabbia come armento pensoso
volgono gli occhi verso l'orizzonte marino.
I piedi si cercano, le mani ravvicinate
dolci languori e brividi amari.
Cuori innamorati di lunghe confidenze,
nel folto dei boschi sussurranti ruscelli.
L'amore ridato alle timide infanzie,
incise sul legno dei giovani arbusti
iniziali tremanti.
volgono gli occhi verso l'orizzonte marino.
I piedi si cercano, le mani ravvicinate
dolci languori e brividi amari.
Cuori innamorati di lunghe confidenze,
nel folto dei boschi sussurranti ruscelli.
L'amore ridato alle timide infanzie,
incise sul legno dei giovani arbusti
iniziali tremanti.
domenica 14 agosto 2011
Urlo straziante
Bagliori di resine stillanti,
nel muto covo di vecchi antri pagani,
chiamate a soccorso le febbri urlanti,
che assopiscano le prupuree tentazioni.
O demone, sorto dall'inferno,
in quante notti soltiarie e per quanti boschi oscuri,
hai richiesto la schiuma del piacere,
senza curarti di lagrime strazianti.
Spiriti spregiatori della realtà, assetati d'infinito,
pieni or di gridi , or di pianti,
compiango i vostri cupi dolori
e le seti insaziabili.
Seppur d'amore traboccano i vostri cuori,
non temete,
l' anima insegue, nel vostro inferno,
l'unico artefice.
nel muto covo di vecchi antri pagani,
chiamate a soccorso le febbri urlanti,
che assopiscano le prupuree tentazioni.
O demone, sorto dall'inferno,
in quante notti soltiarie e per quanti boschi oscuri,
hai richiesto la schiuma del piacere,
senza curarti di lagrime strazianti.
Spiriti spregiatori della realtà, assetati d'infinito,
pieni or di gridi , or di pianti,
compiango i vostri cupi dolori
e le seti insaziabili.
Seppur d'amore traboccano i vostri cuori,
non temete,
l' anima insegue, nel vostro inferno,
l'unico artefice.
sabato 11 giugno 2011
Apatia
Lurido seduttore
dal corpo peccaminoso,
ancor qui a tormentar.
Anime non soddisfaron
sete giunse con te,
alfin mai partisti.
Cor sì celato,
manifesto al contempo
confonde l'apatia.
Arsenio fu così duro.
Uno sguardo ghiacciato
t'attende, nulla davvero
dovrai temere,
ormai non v'è più nulla.
Ti sazi d'un tempo
che non c'appartiene.
Confusa è la ragione dell'atteso,
dubbioso l'animo di chi attende.
Sangue risgorga,
tua fu la causa.
Artefice fosti
d'un falso destino.
Caso non volle
e disdegnò.
Ancor non ti bastò,
non chetasti la tua sete allora,
nè ora ti soddisfa.
Corpo, Cuore, Anima,
avesti ogni cosa,
ma alfin giungesti per riscuotere ricordo
e macchiare.
Digrigni i tuoi denti,
offesa fu fatale,
ma Maya ancor t'offusca.
Mai noterai il male
che offerse cotal contraddizione.
Solo eco riecheggia
delle tue parole confuse,
ma atto non sovviene
e non t'appartengo.
Trema,
o mio Demone,
rinascita ti sarà fatale.
dal corpo peccaminoso,
ancor qui a tormentar.
Anime non soddisfaron
sete giunse con te,
alfin mai partisti.
Cor sì celato,
manifesto al contempo
confonde l'apatia.
Arsenio fu così duro.
Uno sguardo ghiacciato
t'attende, nulla davvero
dovrai temere,
ormai non v'è più nulla.
Ti sazi d'un tempo
che non c'appartiene.
Confusa è la ragione dell'atteso,
dubbioso l'animo di chi attende.
Sangue risgorga,
tua fu la causa.
Artefice fosti
d'un falso destino.
Caso non volle
e disdegnò.
Ancor non ti bastò,
non chetasti la tua sete allora,
nè ora ti soddisfa.
Corpo, Cuore, Anima,
avesti ogni cosa,
ma alfin giungesti per riscuotere ricordo
e macchiare.
Digrigni i tuoi denti,
offesa fu fatale,
ma Maya ancor t'offusca.
Mai noterai il male
che offerse cotal contraddizione.
Solo eco riecheggia
delle tue parole confuse,
ma atto non sovviene
e non t'appartengo.
Trema,
o mio Demone,
rinascita ti sarà fatale.
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